soup and tape podcast

original: http://www.radio-on-berlin.com/
The new program by Antonio Mainenti is inspired by the acquisition of an awkward object, a miny reel to reel recorder, made by a company in Japan that called the little recorder ‘Miny.’ Cute! As it happens when you find something that contains recordings, you want to find out. But first you want to find out if the thing works. Antonio bought batteries. Miny responded. In this programm you’ll hear the result and some soup.

Word to Antonio Mainenti
Part one.
Miny, old japanese tape recorder found in a flea market.
Mysterious sounds into the tape. I do not know why, I do not know where, I do not know who.
Part two.
Cooking in springtime: artichokes, mushrooms, appliances, drone, household noises.
The legendary Robert Wyatt and Soup Song, my 2010 lo-fi version of this song with my Sicilian lyric “funcia da carrua” and soup preparation.”

Soup and tape by Sound Objects on Mixcloud

creare soundfonts

avete presente i fonts che utilizzate per le vostre locandine, quelli che si trovano gratis su siti tipo dafont.

Si trovano anche per la vostra tastiera midi-usb, controller-usb, ototo, etc. su siti come quello di musescore

Se avete bisogno di suoni particolari, tutti vostri, potete imparare a crearveli da soli. Un buon punto di partenza è questo video che ho trovato su youtube, dove si impara ad utilizzare un programma gratuito (per tutti i sistemi operativi), chiamato Polyphone

Elettronica primitiva

ho inaugurato il mio nuovo set di elettronica primitiva, devo quindi spiegare di cosa si tratta. IMG_20141011_111231 Elettronica primitiva perché con le nuove tecnologie hardware come Arduino e Raspberry pi si è andati avanti a tal punto, da poter ritornare indietro e mettere le mani in pasta su breadboard, cavi e saldatori; questo riguarda molti campi, non solo artistici: io sperimento con i suoni. Continua a leggere

Come eliminare definitivamente le cover band

whitequeen

qualcuno potrebbe chiedersi perché, infatti non c’è un perché ma un “per cosa”. Per quale motivo degli umani devono continuare ad umiliarsi, imitando un qualche mito del rock nella voce, nella sembianza, nel portamento? Perché queste persone non possono finalmente essere se stessi e dimostrare agli altri che esistono ma non si chiamano Vasco ma Umberto? Continua a leggere

paga i corsi di musica chi può: nessuna emarginazione sociale

mossa

Il mio nome è Antonio Mainenti, mi occupo di didattica musicale da più di dieci anni. Ho un approccio non tradizionale nella conduzione dei miei corsi con i bambini e la maggior parte di loro si diverte e i genitori apprezzano*.

Negli ultimi anni ho soprattutto lavorato presso associazioni, dove i corsi sono a pagamento; le associazioni non usufruiscono di finanziamenti pubblici e sostengono spese per pagare l’affitto, le utenze, etc.

Nessuno è mai diventato ricco e spesso, anche se i genitori degli allievi pagavano 40/50 euro al mese, noi docenti professionisti, portavamo a casa quattro spiccioli. Tutti i soldi vanno via soprattutto per affitto e riscaldamento. Continua a leggere

Miny: old made in Japan tape recorder

Miny è un registratore a bobina degli anni ’70 (forse un po’ più vecchio, non so) made in Japan. L’ho trovato casualmente in un mercatino dell’usato per 10 euro.

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Oltre al fascino vintage di questo vecchio apparecchio, la cosa più interessante è sapere cosa contiene il nastro Kodak incluso. Un lato della bobina è vuoto, l’altro lato (10′) contiene cose senza senso, tra cui un signore stonato che canta vecchie canzoni.

L’intera registrazione la utilizzerò per i miei programmi di radio-arte. Continua a leggere

Riciclare, ma anche no

A Villaricca, in provincia di Napoli, c’è una scuola di musica. A Villaricca, come dicevano i ragazzi della scuola, “si suona la monnezza”, è il progetto Bidonvillarik.

Era il 2006, quando Lello mi invitò a suonare in piazza con loro. Andai qualche giorno prima alle prove, trovai un ambiente umano strepitoso, dove insegnati e allievi collaboravano, si confrontavano e reinventavano gli strumenti musicali.

Io mi occupavo già da tempo della costruzione di strumenti musicali di scarto, nel senso che tentavo di far suonare qualunque cosa a mio avviso avesse delle potenzialità sonore.

Con i ragazzi di Villaricca, entrammo in sintonia: anche loro avevano un’idea di monnezza simile alla mia. Non intendevano far suonare il barattolino di yogurt, piuttosto che la bottiglietta di plastica con il riso dentro, ma andarono a procurare la materia prima in una discarica.

Procurarono l’interno di una lavatrice, reti per materassi, enormi fusti di latta, tubi di metallo…insomma tutte cose che suonano!

Quest’orchestra era potente: c’erano i bassi dei bidoni e della lavatrice, i chimes delle reti, le trombe con i tubi di rame; decibel, suoni pieni, dinamica controllabile.

a Villaricca (NA) nel 2006. Ci sono anche io con la trombetta DIY

a Villaricca (NA) nel 2006. Ci sono anche io con la trombetta DIY

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