8D un ascolto innaturale e nessun approccio tecnico

leggevo Noisey imbattendomi su un articolo che parla dell’ascolto 8D

 

Prima di ascoltare un brano d’esempio intuisco che l’8D è simile ad un ascolto stereofonico registrato in binaurale; metto alcuni brani di riferimento (in questo momento sto ascoltando ancora dei pezzi 8D…basta, non ce la faccio più!) e mi rendo conto di quanto non c’entra niente la registrazione binaurale e nessun’altra tecnica di registrazione che tiene in considerazione l’intero spazio sonoro.
Con le mie cuffie mi rendo conto che l’8D è semplicemente mettere un grande riverbero in un brano e panpottarlo tutto il tempo.

Mettetevi le cuffie ed ascoltate uno o due esempi…così, tanto per capire…

Peccato! Sono anni che penso come il nuovo hip hop, quello di strada, quello dei giovani, quello non commerciale, debba essere registrato nello spazio, sia esso il parchetto o la strada dove i rapper e trapper cantano su una base mandata dalle economiche casse di un telefono cellulare.

E’ musica immersiva, dove la qualità è la cosa meno importante; è musica collettiva, dove il cerchio è la figura che immagino la rappresenti.

Io non andrei a cercare chissà quali plug-in costosi che non riusciranno mai a trasformare un mix stereofonico in un ascolto 8D 3D; bisogno lavorare solo sulla fonte: registrare con un microfono binaurale l’intero brano (voci e base). La base potrebbe essere riprodotta da qualsiasi supporto anche economico come un telefono. In questo modo la ridotta qualità darà spazio ad un ascolto realmente immersivo.

 

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