Elettronica primitiva

ho inaugurato il mio nuovo set di elettronica primitiva, devo quindi spiegare di cosa si tratta. IMG_20141011_111231 Elettronica primitiva perché con le nuove tecnologie hardware come Arduino e Raspberry pi si è andati avanti a tal punto, da poter ritornare indietro e mettere le mani in pasta su breadboard, cavi e saldatori; questo riguarda molti campi, non solo artistici: io sperimento con i suoni. Negli ultimi anni il concetto di musica elettronica a portata di tutti, è cominciato a stare stretto a chi si occupa di musica e suono con passione, dedizione e professionalità. Se da una parte, tutti (e dico tutti) possono schiacciare un tasto e creare delle cose inconsapevolmente, cose anche interessanti, dall’altra, la necessità di sapere come maneggiare le tecnologie, rendendole personali e uniche, risultava parecchio difficile. La musica elettronica dei pionieri invece, era costosa, aveva necessariamente bisogno dell’apporto finanziario accademico, i musicisti avevano a che fare però con macchine ben definite, impossibili da modificare. Decenni prima, Russolo costruiva l’intonarumori, un aggeggio meccanico, riproducibile e modificabile. Con l’avvento di piccoli controllori e processori (Arduino e Raspberry pi per esempio), ritroviamo la manualità del futurismo applicata all’elettronica; la semplicità nell’uso di questi nuovi mezzi, paradossalmente ci avvicina al concetto DIY, dell’artigianato e della falegnameria, con il supporto di componenti, sensori e altri economici oggetti che possiamo mettere insieme per creare nuovi suoni o nuove installazioni sonore. Se con software di controllo come Max MSP, già negli anni scorsi, si riusciva tramite computer a gestire dell’hardware e degli oggetti fisici in generale, oggi, possiamo far a meno di complessi software e passare a cavi e saldatori per creare unici e rumorosi strumenti di lavoro. Il mondo dei Makers, ci spiega come utilizzare ad esempio la grafite della matita come conduttore, i sensori come variatori di dinamica, timbro, modulazione, etc. Dopo aver studiato quel minimo di elettrotecnica base, la nostra fantasia e il nostro background da musicisti, compositori e fonici, potrà permettersi di realizzare direttamente quello che ci occorre. Nascono così oggetti musicali unici e insoliti. In Italia ancora non c’è molto dialogo tra creativi ed ingegneri, ma sono convinto che arriveremo a crearci oggetti sonori sempre più complessi ma realmente come li pensiamo. Nel mio ultimo set ho utilizzato:

  • Raspberry pi come trasmettitore FM. Dentro la scheda SD con il SO, una cartella con delle musiche precedentemente composte, suonano casualmente e si ascoltano tramite radio FM sintonizzate alla frequenza prestabilita
  • Arduino come Theremin solare. Un Arduino con delle fotocellule che reagiscono alla luce, producendo suoni diversi, emessi da quattro buzzers
  • Arduino e la grafite. Una matita disegna su un foglio, dovo vengono attaccati dei fili che vanno ad Arduino; in questo modo si creano cortocircuiti, variazioni di segnale e potenza, etc. in modo da modulare il suono.