sempre più compresso (seconda parte)

smallnin

Avevamo scritto su questo blog del video che ci fa vedere come negli anni la compressione dell’audio è sempre maggiore, i volumi aumentano e la dinamica non esiste più.

Per le lezioni di chitarra che tengo a una bambina di 10 anni, ho pensato di preparare la canzone dei Nine Inch Nails, “Hurt”, però la versione acustica di Johnny Cash.

Vado quindi, casualmente, ad ascoltare l’originale del 1994 dei NIN; ci sono volumi diversissimi, schitarrate che arrivano solo alla fine del pezzo…

non ho il CD originale, scarico una versione flac e la apro con audacity

1a, 1b: stessa parte prima originale, poi remasterizzata 2a, bb: stessa parte prima originale, poi remasterizzata

1a, 1b: stessa parte prima originale, poi remasterizzata
2a, 2b: stessa parte prima originale, poi remasterizzata

Come potete vedere, il brano è abbastanza morbido; ok, i NIN non sono un gruppo commerciale e la registrazione è del 1994, ma anche “l’uomo qualunque”, riuscirà a distinguere la differenza tra le diverse atmosfere, tra i volumi più bassi e più alti, importanti anche nella musica rock.

Non sono un mago del master, opto per una tecnica casalinga: utilizzo il plugin Ozone e un preset predefinito.

Tutto diventa uguale, i sospiri della voce guadagnano decibel, la schitarrata finale non suscita più l’intenzionale cambio di umore del pezzo, insomma, se tutte le produzioni del futuro suoneranno uguali, forse perderemo la sensibilità nell’ascoltare anche i particolari.

Per musica si intenderà una cassa che pompa in modo regolare, super-compressa che ci godremo strafatti di MDMA e ognuno, si farà il proprio rave con le cuffiette e il telefonino, senza bisogno del sound system.